Esercitazione europea “TWIST 2013 – Tidal Wave In Southern Tyrrenian Sea”

FIAS partecipa con uomini e mezzi della Colonna Mobile Nazionale

Obiettivi

L’esercitazione europea “TWIST 2013” ha avuto l’obiettivo di testare la risposta nel caso di emergenza causata da un maremoto, generato da una frana del vulcano sottomarino Palinuro, posto ad una distanza di circa 65 Km dalle coste del Cilento, ad una quota batimetrica media di -70 metri nel mar Tirreno e la cui sommità raggiunge i -100m. (foto n.1)

Lo scenario globale

L’ipotesi è che sia stata interessata l’area costiera del sud Tirreno, in particolare della provincia di Salerno, colpendo aree residenziali, industriali, portuali, agricole e beni artistici. L’evento naturale ha provocato numerose vittime e dispersi, sia in mare che sulla terra ferma; diverse sono le imbarcazioni affondate o danneggiate; sono stati segnalati sversamenti di materiale inquinante in mare aperto e in prossimità della costa. Strade bloccate. Allagamenti. Blackout.

Gli obiettivi

L’esercitazione ha l’obiettivo di:

• verificare la risposta operativa del sistema italiano di protezione civile, sia centrale che periferico;

• testare le procedure del meccanismo europeo di protezione civile;

• verificare le procedure per l’accoglienza e l’impiego delle squadre e degli esperti europei;

• valutare l’interoperabilità e l’integrazione dei moduli di protezione civile europei;

• testare l’efficacia della comunicazione tra i diversi livelli decisionali e operativi;

• promuovere lo sviluppo di strategie di mitigazione del rischio maremoto nelle amministrazioni locali;

• favorire la diffusione della conoscenza del rischio maremoto e, più in generale, della cultura di protezione civile nella popolazione, con la campagna informativa “IO NON RISCHIO maremoto”.

L’esercitazione (sabato 26 ottobre 2013)

Ricevuta notizia dell’evento dalle istituzioni locali e dalle FF OO, il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile ha attivato “Sala Italia” a Roma, con il compito di coordinare gli interventi di ricerca e soccorso alle popolazioni da parte di tutte le componenti del sistema di PC.

Trattandosi di un bacino emergenziale di grande estensione, viene richiesto anche l’intervento di squadre di soccorso dei Paesi vicini.

Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia, Croazia inviano così i propri uomini, secondo le procedure previste dal modello di Host Nation Support e si coordinano con gli Italiani per gli interventi di soccorso. Una squadra europea di osservatori avrà il compito di valutare le attività in corso.

Il modello di risposta da testare prevede:

  1. interventi sanitari e di soccorso tecnico urgente nei luoghi interessati dall’evento;
  2. risposta del sistema nazionale, regionale e locale di Protezione Civile con attivazione della DICOMAC (Direzione di Comando e Controllo) a Salerno e dei Centri di coordinamento sul territorio: Sale operative regionali, CCS-Centri di coordinamento soccorsi, COM-Centri operativi misti e COC-Centri operativi comunali;
  3. prima verifica dei danni e valutazione delle ulteriori risorse umane e materiali necessarie a fronteggiare l’emergenza;
  4. attivazione da parte del Dipartimento della Protezione civile delle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale e convocazione del Comitato operativo di protezione civile, che riunisce i vertici di tutte le amministrazioni e le strutture coinvolte nella gestione dell’emergenza;
  5. attivazione da parte del Comitato operativo delle componenti e delle strutture operative nazionali e richiesta al Centro di monitoraggio e informazione dell’Unione Europea dell’intervento di squadre ed esperti degli Stati Membri;
  6. dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da parte del Consiglio dei Ministri e affidamento del coordinamento degli interventi al Capo del Dipartimento della Protezione Civile;

L’intervento del Nucleo Sommozzatori FIAS

Delineata la gravità dell’emergenza, il DNPC ha attivato anche le associazioni nazionali di volontariato con competenze specifiche, per questa tipologia di disastro; alla FIAS è affidata la gestione di due scenari di intervento di ricerca e recupero:

  1. auto, travolta da un’onda sulla banchina del molo di Marina di Camerota e affondata con due persone a bordo
  2. imbarcazione da pesca, inabissatasi fuori del medesimo porto a causa della mareggiata.

FIAS Nazionale ha allertato complessivamente 22 volontari (+ 2 operativi in Sala Italia) provenienti dalle Sezioni Territoriali di Alessandria, Arezzo, Bologna, Cesena, Como, Roma, Torino, Varese, Verona.

La colonna mobile nazionale della FIAS, costituita 9 mezzi e rimorchi, è partita giovedì 24 ottobre alla volta di Marina di Camerota raggiungendola in circa 10 ore.

Nelle giornate di giovedì e venerdì, tutti i volontari sono stati impegnati nelle attività necessarie:

  1. analisi delle caratteristiche delle aree di intervento
  2. programmazione degli interventi nei due scenari,
  3. simulazione delle operazioni di ricerca e recupero per individuare le possibili criticità
  4. redazione del piano di sicurezza della zona delle operazioni.

In questi due giorni ogni volontario ha potuto testare il proprio livello di competenze e di addestramento in ruoli operativi diversi, alternandosi nelle attività e collaborando in squadre miste composte da volontari di Sezioni FIAS di tutta Italia, intenzionalmente e continuamente rimescolate, in modo da perfezionare la coordinazione di operatori formati in diverse sezioni territoriali, mezzi e strumentazioni diversi, garantendo comunque la perfetta sinergia degli interventi di ricerca e recupero.

Il clima è stato di grande serietà e collaborazione, anche di fronte ad inconvenienti tecnici ed agli adeguamenti di orari, richiesti dalle istituzioni: le squadre hanno lavorato con efficienza ed il risultato generale è stato ottimale.

L’attività di reportage foto-video, è stata puntuale e continua, per documentare in modo preciso e dettagliato ogni fase delle prove e delle operazioni di organizzazione, allestimento, ricerca e recupero e per ottenere immagini utili sia per documentare e trasmettere storicamente le esperienze dell’esercitazione, sia per preparare la presentazione da illustrare durante la sessione conclusiva dell’esercitazione, alle rappresentanze di tutti gli operatori degli Stati coinvolti nell’esercitazione a Salerno, con commento e dibattito in lingua inglese.

Il Direttore del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Prefetto Franco Gabrielli, ci raggiunge alle 9:20 di sabato 26 ottobre, sul molo di sottoflutto di Marina di Camerota, base operativa della FIAS, per il sopralluogo operativo alle operazioni delle squadre FIAS in corso, insieme alla responsabile del settore volontariato del DNPC Titti Postiglione ed allo staff del Dipartimento, trattenendosi per oltre una mezz’ora senza staccare gli occhi dallo schermo su cui scorrevano le immagini riportate dalle telecamere subacquee che riprendevano, in diretta, il lavoro dei sommozzatori FIAS, informandosi con i coordinatori sulle modalità operative e sulle attrezzature impiegate, esprimendo soddisfazione e compiacimento per la professionalità e coordinazione con cui le squadre stavano operando.

Ritrovate e recuperate le vittime, dopo aver ricevuto, in tempo reale, l’autorizzazione necessaria dalle autorità competenti, si è potuto procedere con il sollevamento dal fondo dell’auto inabissata, tramite palloni di sollevamento a camera chiusa, per poterla poi trainare in galleggiamento fino alla gru predisposta per il sollevamento fuori dall’acqua.vlcsnap-00092

La seconda squadra poteva così partire per la ricerca dell’imbarcazione affondata, con due gommoni e con l’ausilio di un side-scan sonar, coordinandoti con la Guardia Costiera, e dopo aver recuperato il relitto e dopo averlo sollevato dal fondo, provvedevano al traino fino al porto di Marina di Camerota.

Emozioni, stanchezza, e impegno sono stati riconosciuti e gratificati dai complimenti che ci hanno espresso sia personalmente, sia con i calorosi applausi, il Dipartimento, i Volontari e le istituzioni italiane e le delegazioni straniere presenti al de-briefing a Salerno.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

www.protezionecivile.gov.it 

http://it.wikipedia.org/wiki/Palinuro_(vulcano)

http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_dossier.wp?contentId=DOS41830

http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_dossier.wp?contentId=DOS41830